collezioni
La collezione scheletrologica
La collezione comprende 560 reperti, alcuni mancanti di riferimento cronologico, altri invece sicuramente datati e completi di indicazioni sull'età e sulla provenienza; tra i reperti spiccano i Crani di Pompei, di Ercolano e di Pontecagnano per il loro interesse archeologico nonchè antropologico.
Degli scheletri in toto i reperti più antichi, come una serie di scheletrini in connessione anatomica che documentano lo sviluppo dell'apparato scheletrico dalla vita fetale all' infanzia, sono databili presumibilmente attorno alla prima metà del XVIII secolo; la maggior parte degli altri pezzi non riferibile a momenti e/o a popolazioni particolari, risalgono alla seconda metà del XIX secolo.
La carenza di riferimenti relativi all' età ed alla provenienza per buona parte di questo materiale non deve stupire più di tanto, dato che, nell'ottica anatomica,i reperti ossei rappresentano oggetti didattici e di studio da fornire agli studenti, da rinnovare all' occorrenza e non già pezzi da conservare, catalogare e valorizzare da un punto di vista museografico.
Sezione dei crani antichi
La sezione dei crani antichi, è ricca di numerosi esemplari datati dal I sec. a.C. fino all' 800 e si compone di quattro serie. La prima serie, la più antica, fu rinvenuta in una tomba nelle campagne di Sarno, abitate allora dai Sarasti o Teleboi; la seconda deriva dagli scavi delle ben note zone archeologiche di Pompei ed Ercolano; la terza da un sito archeologico scavato intorno agli anni Settanta nei pressi di Pontecagnano. La quarta, costituita di materiale più recente, comprende quattro crani di malavitosi giustiziati nell'aprile del 1800 dal tribunale della Vicaria; su essi si leggono i segni degli studi antropologico/criminali, effettuati dal Miraglia, che vi indicò le aree cerebrali secondo uno schema macroarchitettonico di tipo lombrosiano.
Questa sezione comprende, ancora, quattro crani umani di incerta datazione, tre patologici, e otto crani riferibili ad animali; ed inoltre, in essa sono state incluse numerose ossa craniche, materiale scheletrico impiegato esclusivamente per la didattica, e dieci tavole su cui sono sistemate le ossa degli arti superiori e inferiori di piccoli scheletri di feto a diverso stadio di sviluppo.

















