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Com’è utile uno spremiagrumi a casa

Lo spremiagrumi è uno degli accessori più diffusi nelle nostre case. Il nome ne suggerisce già l’utilizzo. È un accessorio che si utilizza per spremere arance e limoni il cui succo può essere destinato a diversi usi. Si possono preparare delle bevande fresche come limonate o succhi d’arancia.

Solitamente per cosa si usa

È largamente riconosciuta l’importanza di consumare il succo degli agrumi in quanto sono ricchissimi di vitamina C. In particolare è consigliata l’assunzione giornaliera durante l’inverno per contrastare raffreddori ed influenze. L’uso di spremiagrumi è particolarmente utile in questi casi, in quanto la vitamina C è molto presente nelle spremute appena fatte.

La quantità di vitamina C diminuisce a partire dai venti minuti successivi alla spremitura dell’agrume. Quindi è molto importante bere spremute fresche, appena fatte per poter assorbire pienamente il contenuto di vitamina C. Il succo degli agrumi può essere utilizzato come base di cocktail alcolici ed analcolici. D’estate è molto comune l’uso del succo di limone per preparare delle fresche limonate.

Oppure il succo del limone può essere spremuto per essere utilizzato come base per condimenti. Inoltre il succo di limone e arancia possono essere congelati ed utilizzati per creare dei ghiaccioli da gustare d’estate o possono essere utilizzati all’interno di bevande, come ad esempio il tè, al posto del ghiaccio.

Diversi tipi di spremiagrumi in commercio

Ci sono quelli stile retrò che sono in vetro e sono composti di un solo piattino raccogli succo con un bricchetto laterale che permette di versare il succo accumulato all’interno di un bicchiere o di un contenitore. L’inconveniente che deriva dall’utilizzo di questo modello di spremiagrumi è che non è provvisto di un raccogli semi, quindi è probabile che se ne possa ritrovare qualcuno nel succo, specialmente quelli più piccoli.

Ci sono poi gli spremiagrumi manuali composti da due pezzi, oltre al supporto per poter spremere l’agrume che è provvisto di una specie di grata raccogli semi ed è rimovibile, è presente anche una base che raccoglie il succo, permettendo di spremere più di un agrume prima di versare il succo in un contenitore.

Questo tipo di spremiagrumi si utilizza dividendo l’agrume a metà, il succo si ottiene premendo questa metà su di un perno. Premendo e ruotando l’agrume si ottiene il succo. Altre versioni di spremiagrumi manuali portano invece una levetta che permette di schiacciare la metà dell’agrume tra l’incavo collegato alla leva ed il perno per la spremitura. In questo modo si evita di dover applicare il movimento rotatorio per la spremitura.

Comuni soprattutto nei bar, sono invece gli spremiagrumi elettrici. Ci sono sia quelli che funzionano come quelli manuali, con l’unica differenza che è presente un motore che si attiva nel momento in cui si fa pressione con l’agrume sul perno. Ci sono poi gli spremiagrumi all’interno dei quali può essere inserito l’agrume per intero. La macchina si occuperà di dividere il succo dalla buccia e dai semi.


Acido ialuronico: perché ricompattare la pelle con i filler?

Acido ialuronico: perché ricompattare la pelle con i filler?Ormai tutti conoscono cosa sia l’acido ialuronico e come venga usato in ambito medico ed estetico, infatti oggi sono molte le donne che ricorrono al trattamento a base di acido ialuronico per combattere i segni del tempo: i filler di acido ialuronico, infatti, sono sempre più diffusi come riempitivo per i solchi delle rughe del viso oppure per aumentare il volume di zigomi e labbra.

Come avviene il filler di acido ialuronico?

Grande amico delle donne, l’acido ialuronico può diventarne anche il peggior incubo: non tutte, infatti, dopo aver provato un trattamento a base di acido ialuronico sono rimaste soddisfatte dei risultati. Ciò dipende, oltre che dalla professionalità e dall’esperienza del medico che opera, anche dalla reazione della pelle al filler acido ialuronico: in pratica, usando delle siringhe dagli aghi estremamente sottili, il medico chirurgo effettua delle punture più o meno profonde, i filler appunto, in determinate zone del viso precedentemente trattate.

L’iniezione può avvenire con o senza anestesia locale, ma in genere, data l’immediatezza della puntura, si preferisce non ricorrere all’anestesia. Il trattamento dà risultati praticamente istantanei ma non permanenti o definitivi, tanto che è necessario ripetere i filler in maniera ciclica per mantenere il risultato ottenuto. Questo accade perché l’organismo tende ad assorbire l’acido ialuronico, per cui gli effetti scompaiono dopo alcuni mesi. La pelle assorbe la soluzione di acido ialuronico perché questo acido è uno degli elementi principali della pelle e contribuisce a mantenerne la resistenza e la forma.

A cosa serve nutrire la pelle con l’acido ialuronico

Col passare del tempo, la presenza di acido ialuronico nei tessuti si cutanei diminuisce, per questo si preferisce sempre più ricorrere a questi trattamenti specifici che ‘rimpolpano’ la pelle del viso. Il filler infatti, aiuta a donare nuova forma, tono, idratazione, plasticità e turgidità alla pelle, per questo le iniezioni vengono principalmente usate per combattere le rughe e per rallentare l’invecchiamento cutaneo. Le aree del viso che vengono maggiormente trattate con i filler di acido sono, in genere, il contorno occhi, le pieghe naso-labiali, le rughe della fronte, le cicatrici causate dall’acne, le rughe glabellari, e quelle che si formano intorno alla bocca, inoltre l’acido ialuronico viene usato anche per aumentare il contorno labbra e rimodellare la forma degli zigomi.

Naturalmente le iniezioni devono essere effettuate da un professionista che sappia come operare, che abbia la giusta manualità e che conosca a quale profondità effettuare il trattamento. Inoltre, prima dell’iniezione la parte interessata dev’essere trattata con una crema anestetica specifica, nonostante ciò la puntura in sé può provocare un certo dolore o un po’ di fastidio, ma alla fine il risultato finale ne varrà la pena. Come già detto, però, si tratta di un risultato di temporaneo che va ripetuto per riuscire a mantenerlo nel tempo.


Come scattare belle foto con una buona Macchina fotografica

Grazie all’avanzare della tecnologia, oggi è possibile trovare la macchina fotografica perfetta per le proprie esigenze e scegliere liberamente quella più dionea tra un vasta gamma di macchinette compatte, reflex e di medio livello. Scegliere la propria macchina fotografica può essere un arduo compito tanto più si è neofiti per cui a contare non sarà solo il modello e il suo design più o meno moderno, ma anche i diversi aspetti tecnici dell’apparecchio.

Come riconoscere la macchina fotografica più adatta

Come detto, oggi esiste una vasta gamma di macchine fotografiche ognuna delle quali presenta diverse caratteristiche che la rendono più o meno adatta e più o meno popolare per un determinato tipo di utenza. Proprio perché ogni tipo di macchinetta è diverso dall’altro in qualche aspetto tecnico o estetico, risulta essere più o meno idoneo a soddisfare le esigenze dell’utente rispetto agli altri modelli, però se non si è grandi intenditori e ci vanta di essere neofiti di fotografia, sarà possibile partire da zero, ovvero dalla macchina che si riveli più giusta per dei neofiti. Per esempio, se si vuole la macchina fotografica perché ci si diverte ad andare in giro a visitare monumenti e luoghi nuovi o si viaggia spesso e si desidera immortalare persone, paesaggi e animali, allora le fotocamere compatte point and shoot, potrebbero rappresentare la scelta più consona.

Le point and shoot, infatti, sono macchinette che possono essere facilmente usate tutti i giorni perché le loro principali qualità sono la comodità e la praticità dato che possono essere trasportate ovunque senza arrecare disturbo. Se si è alle prime foto, anche le compatte però possono rivelarsi un’ottima scelta in quanto presentano delle impostazioni tanto semplici da regolare che chiunque, esperto e non, è in grado di sistemarle al punto giusto e puntare l’obbiettivo della macchinetta verso il soggetto per scattare la foto. Sia le point and shoot che le compatte, proprio per la facilità di utilizzo, non vantano una qualità dello scatto tra le più eccelse.

Quali caratteristiche considerare in una macchina fotografica

I parametri di scatto sono caratteristiche che non possono mancare in una macchina fotografica Bridge. La Bridge infatti, è dotata di uno zoom di grande portata e permette di regolare più impostazioni insieme per migliorare la qualità dello scatto. Una via di mezzo tra la macchinetta compatta e la reflex è rappresentata dalla mirrorless, ovvero la macchinetta su cui montare l’obbiettivo.

La mirrorless garantisce una grande flessibilità e un’alta qualità decisamente superiore rispetto alla compatta. Le macchine fotografiche, però, che si confermano da sempre il tipo più completo in assoluto sono le reflex: la reflex, infatti, può supportare diversi obiettivi e permette di regolare precisamente tutti i parametri di scatto, anche per questo è adatta ai professionisti e ai semplici appassionati.


Acqua potabile con il depuratore acqua

Oggigiorno in molte abitazione è possibile trovare un depuratore acqua e questo perché, con quel che si sente sulla manutenzione delle condotte idriche comunali, i cittadini non si fidano più della qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto. Non volendo nemmeno dipendere sempre dall’acquisto di bottiglie d’acqua minerale, molte famiglie decidono di installare un depuratore acqua nonostante la spesa possa rivelarsi all’inizio notevole.

Perché è utile un depuratore acqua?

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio: ormai sono molti i cittadini, infatti, che non si fidano più del tipo di acqua che passa attraverso le condotte comunali, e che preferiscono piuttosto acquistare le bottiglie di acqua naturale per non avvelenarsi con l’acqua del rubinetto. Sempre più sono oggi coloro che preferiscono bere l’acqua in bottiglia perché si è più sicuri di ciò che si beve e quindi, per bere un’acqua di buona qualità si è disposti anche a sostenere la spesa settimanale di bottiglie d’acqua. E se questa spesa venisse abbattuta a favore di una migliore qualità dell’acqua del rubinetto? Oggi è possibile rendere l’acqua di rubinetto buona grazie all’installazione di un depuratore acqua.

L’installazione dei depuratori d’acqua domestici, infatti, rappresenta una valida alternativa all’acquisto delle bottiglie d’acqua minerale e, sebbene la spesa iniziale possa sembrare notevole, l’installazione la si ammortizza man mano negli anni fino a recuperarla del tutto. La tecnologia oggi dà la possibilità anche di scegliere tra due modelli di depuratori: quello che effettua una purificazione fisica dell’acqua e quello che agisce separando chimicamente gli agenti contaminanti presenti nell’acqua. I depuratori domestici più usati, però, sono i filtri, che possono essere anche qui di due specie, ovvero quelli che sfruttano la gravità e quelli che usano il carbone.

Quante depurazioni dell’acqua è possibile effettuare?

Il depuratore acqua, quindi, può usare il filtro in carbone riuscendo a purificare così tanto l’acqua grazie all’eliminazione di prodotti chimici latenti e di gas, per questo i filtri in carbono sono molto popolari, inoltre sono i preferiti di molti perché eliminano il cloro dall’acqua del rubinetto migliorandone di gran lunga il sapore. I filtri a carbone, per durare a lungo, richiedono una certa manutenzione dato che vanno sostituiti dopo un determinato periodo di tempo.

Se si intende depurare l’acqua anche da sali minerali e fluoruri bisogna usare un depuratore a scambio ionico: in questo caso, gli ioni agiscono a livello biologico eliminando molte forme di alghe, virus e batteri che si sviluppano lungo le tubature comunali. Peccato che eliminino anche quelle sostanze buone, come magnesio e calcio, che rappresentano delle eccezionali fonti di minerali per l’organismo.


Una macchina caffè per tutti i gusti

Perché per gli intenditori di caffè diventa un’impresa complicata scegliere una macchina caffè da sistemare in casa? Spesse volte si pensa di porre fine alle frequenti incursioni nei bar sistemando una macchina del caffè in casa propria, eppure sceglierne una che convinca davvero oggi è difficile data la vasta gamma di modelli presenti. Se si desidera realmente trovare quella che prepari una tazzina di caffè come al bar, allora bisognerà prendere in considerazione varie caratteristiche.

Quando la macchina caffè è meglio della moka

Gli amanti del caffè al bar desiderano poter gustare in casa propria lo stesso tipo di caffè e per farlo sono disposti a trovare la macchina caffè più adatta, ma ormai esistono così tanti tipi di macchinette per il caffè che sembra impossibile trovare quella più adatta a soddisfare le proprie papille gustative. Bisogna, infatti, prima decidere se optare per una delle macchinette manuali o per una di quelle automatiche, quindi provare se la qualità e il tipo di caffè che si ottiene da quelle che usano le cialde piace più o meno e di quelle che vanno a capsule… insomma, una scelta che mette in crisi l’amante di caffè.

Eppure se non si vuole continuare a prendere il caffè al bar e avere in casa un prodotto che risponda ai propri desideri e che permetta di poter gustare a casa propria lo stesso espresso del bar, bisogna esaminare i diversi modelli di macchinette esistenti per capire quale potrebbe preparare il caffè migliore. Per farlo, vanno presi in considerazione sia la qualità del caffè erogato dalla macchinetta che il materiale in cui è prodotta la macchinetta stessa e il prezzo.

Quanti tipi di macchina caffè esistono?

Prima di effettuare la propria scelta, quindi, bisogna capire in cosa differiscono i vari modelli di macchina del caffè. Per scoprire quale modello di macchinetta riesce a preparare un caffè più simile a quello del bar, va provato un caffè di qualità nelle sue diverse declinazioni ovvero in cialda e in capsula. Se, oltre alla qualità si cerca anche l’immediatezza e la praticità, allora una bella macchina da caffè a capsule farà al proprio caso: inserendo la capsula di caffè nell’apposita fessura si potrà ottenere e degustare in pochi secondi il proprio caffè preferito.

Anche il caffè espresso che si può preparare con la macchinetta a cialde risulta altrettanto buono se la cialda scelta è di una certa qualità: basta, infatti, usare cialde prodotte dalla propria marca di caffè preferita per ottenere un espresso coi fiocchi. Se si è tipi più tradizionalisti è possibile che si preferiscano le macchinette da caffè manuali, in cui si possono facilmente usare diverse miscele magari anche mischiandole e provare nuovi gusti di caffè


Raggi X di qualità

Scoperti da Rontgen l’8 novembre del 1895, i raggi X sono diventati subito uno strumento prezioso per scrutare dentro il corpo umano.

I primi raggi X della storia

La prima radiografia Wilhelm Rontgen la fece a una mano di sua moglie Anna Berthe poche settimane dopo la scoperta, il 22 dicembre Poi, gradualmente, soprattutto negli ultimi anni, i raggi X sono diventati una risorsa al servizio della ricerca nei campi più diversi. E poiché ogni applicazione ha le sue esigenze, vengono utilizzati raggi X di diversa lunghezza d’onda (quindi di diversa energia), con una collimazione più o meno precisa, più meno monocromatici (cioè solo di specifica lunghezza d’onda), più o meno coerenti (cioè con le loro onde in fase tra loro, come avviene nei laser ottici). Servono, in sostanza, raggi X di alta qualità.

Ecco perchè è importante l’annuncio dato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare il 13 marzo 2014: nei Laboratori Nazionali di Frascati si è ottenuta la prima produzione di raggi X di alta qualità dalle collisioni tra il fascio di elettroni di altissima brillantezza dell’acceleratore Sparc e il laser ad alta intensità Flame del complesso SparcLab. La qualità del fascio di raggi X, dotato di caratteristiche di monocromaticità e coerenza senza precedenti, consentirà lo sviluppo di un laboratorio multidisciplinare di altissimo livello, primo in Europa, capace di promuovere e sostenere esperimenti e applicazioni avanzate in diversi ambiti, dal settore medico alla conservazione dei beni culturali e ambientali, dallo studio dei materiali in generale fino al possibile screening dei materiali per i controlli di sicurezza.

L’eccellenza italiana nei raggi X

Per la prima volta in Italia entra in funzione la seconda generazione di sorgenti Thomson/Compton che sono capaci di produrre in un prossimo futuro, grazie all’altissima luminosità di collisione, fasci di raggi x monocromatici, di energia variabile tra 20 mila e 500 mila elettrovolt, ad alto flusso, polarizzati ed ultra-corti, di durata entro qualche centinaia di fetmo-secondi. La sfida per raggiungere queste prestazioni, che costituiranno un record a livello internazionale sta nella difficoltà di focalizzare i due fasci collidenti in uno spazio pari allo spessore di un capello, cioè inferiori a un decimo di millimetro.

I pacchetti di elettroni prodotti da Sparc e gli impulsi laser prodotti da Flame collidono 10 volte al secondo e richiedono una precisione di allineamento e un sincronismo elevatissimi, perchè possa essere mantenuta nel tempo la sovrapposizione spazio-temporale dei due pacchetti nel punto di collisione. Solo se la sovrapposizione fra i fasci è completa è possibile ottenere il massimo flusso di raggi X. E’ un po’ come lanciare due capelli ad altissima velocità l’uni contro l’altro e garantire che la collisione avvenga esattamente testa a testa.


La mappatura neuronale nei topi

I ricercatori dell’Allen Institute for Brain Science (Istituto di Neuroscienze Allen) sono riusciti a creare la prima, intricatissima mappa della rete neurale di un mammifero.

Come si mappa il cervello dei topi?

L’atlante della connettività cerebrale dei topi, realizzata dall’Istituto, mostra il connettoma, sorta di schema del cablaggio interno del cervello di un roditore. Per riuscire nell’impresa, gli scienziati hanno iniettato a oltre 1700 cavie virus ingegnerizzati geneticamente, che hanno consentito di tracciare singoli neuroni rendendoli luminosi. Hanno poi riprodotto una serie di immagini degli organi, con risoluzioni inferiori di 50 volte al diametro di un capello umano, e combinato tutte le informazioni: la mappa tridimensionale risultante contiene oltre 1.8 petabyte di dati, pari a 24 anni di videoriprese ad alta risoluzione. L’atlante fornisce una prima, rudimentale cartina stradale del cervello: diciamo che mostra soltanto le ‘autostrade’ e i maggiori ‘centri urbani’. Le vie di comunicazione secondarie e gli snodi che le uniscono alle principali arterie stradali saranno il prossimo passo, seguito dalle ‘reti urbane’ dei vari “comuni’.

Tutte queste informazioni andranno a costituire il quadro d’insieme che intendiamo rappresentare; l’andamento del ‘traffico’ dei dati all’interno del cervello durante varie attività, tra cui i processi decisionali, la mappatura di ambienti fisici, l’apprendimento, il ricordo e altre funzioni cognitive o emotive. L’atlante del cervello dei topi rappresenta un ulteriore passo avanti veno la piena comprensione delle complessità della cognizione dei mammiferi. I ricercatori specificano che il prossimo passo sarà lo studio approfondito dell’operatività circuitale.

Nuove tecnologie al servizio della scienza

I nanodot o nanopunti sono miscrostrutture su larga scala che sfruttano le proprietà dei punti quantici per confinare campi magnetici o elettrici all’interno di aree straordinariamente piccole. I punti quantici, invece sono cristalli semiconduttori il cui diametro è compreso tra due e 10 nanometri (equivalenti all’incirca a 50 atomi). Date le loro ridottissime dimensioni, i punti quantici presentano proprietà che li collocano a metà strada tra semiconduttori più grandi e singole molecole. Attualmente i nanodot vengono sviluppati per svariate applicazioni che vanno dalle unità di visualizzazione ai supporti di archiviazione dati.

Una società istraeliana, StoreDot, ha però sfruttato la tecnologia dei nanopunti per realizzare una batteria che, secondo i costruttori, è in grado di ricaricarsi in soli 40 secondi ed è circa cinque volte più potente di prodotti analoghi. Potrebbe essere dunque utilizzata per dotare anche i dispositivi mobili di super alimentatori miniaturizzati.